lunedì 30 novembre 2009

Determinazione del valore d'impresa

L'occasione per scrivere dell'argomento mi viene offerta dall'uscita di un libro "Linee guida per le valutazioni economiche" scritto dai professori Luigi Guatri e Victor Uckmar.
Il tema è sicuramente molto interessante e mi trova molto sensibile tant'è che sul mio sito  avevo da tempo riportato il link alla "Guida  alla valutazione d'impresa" pubblicato da Borsa Italiana, che riporta i modelli di calcolo del valore dell'impresa mediante l'utilizzo degli indicatori più comunemente accettati dalla comunità finanziaria. Questi, se applicati correttamente,conducono a risultati non di poco diversi dagli indicatori di tipo "tradizionale" che di prassi sono impiegati provocando scarti molto significativi anche per l'uso di eliminare valori massimi e minimi senza giustificazione di metodo, un pò come si elimina la testa e la coda della grappa.
A riprova cito un'autorevole intervento del dott. Piergaetano Marchetti, apparso su Il Sole 24 Ore del 21.11.09, il quale rileva che "..gli spazi bianchi che il lavoro riempie (Linee guida per le valutazioni economiche ndr) sono molti, ampi territori inesplorati o esplorati con pigrizia intellettuale e scarso rigore" e ancora continua affermando " ... disinvoltura con la quale si affastellano diverse valutazioni per poi meccanicamente mediare tra di esse, rinunziando a una selezione ragionata e alla dovuta motivazione".
Diversi sono i soggetti che si avvalgono di pareri professionali in materia e, in primo piano, una categoria per molto tempo rimasta lontana da queste problematiche: la magistratura.  Sono sempre più numerosi e di delicatezza estrema i casi in cui il giudice penale, civile, tributario, deve affrontare questioni valutative. Ma i destinatari di tali pareri possono essere altri operatori "non addetti ai lavori", quali avvocati, consiglieri di amministrazione, notai, revisori, imprenditori i quali potrebbero avvantaggiarsi, nel corso di determinati momenti, dalla conoscenza del valore attribuibile alla propria impresa.
E non solo nei casi relativi alla cessione della stessa, ma anche nel recesso del socio, nella fusione, per la determinazione dei valori di concambio, nella valutazione del conferimento, per citarne solo alcuni tra i più comuni.
Attenzione dunque alle insidie che si annidano nei processi  valutativi, agli errori che possono essere nel metodo prescelto o nello svolgimento, negli assunti, negli input,  nella costruzione delle prospettive o nella ricostruzione delle serie storiche.

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