mercoledì 18 agosto 2010

La legge 122/2010 introduce la prededucibilità dei finanziamenti eroghati ad imprese in crisi

Un altro importante strumento normativo a disposizione per favorire il salvataggio delle imprese in crisi.
Finora la riforma della legge fallimentare (D.lgs. n. 169/2007 c.d decreto correttivo) aveva messo al sicuro le banche da eventuali revocatorie su pagamenti e atti effettuati nei loro confronti in funzione di piani di risanamento societario.

Ma una banca che avesse sostenuto finanziariamente, ad esempio mediante il riscadenziamento delle rate sui mutui in essere o concedendo nuovo denaro, un'azienda che poi si fosse trovata sottoposta a una procedura fallimentare rischiava di essere accusata di bancarotta semplice o preferenziale.

Per evitare tale rischio le banche, le imprese ed il mondo professionale avevano chiesto un nuovo intervento legislativo  in tempi brevi.

La legge 122/2010 che ha convertito il dl n. 78 del 31 maggio 2010, la cosiddetta manovra correttiva,  ha apportato significative modifiche al regime dei crediti nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione, introducendo un nuovo articolo, il 182 quater, alla legge fallimentare e prevedendo casi di esclusione del reato di bancarotta per tutte le operazione poste in essere appunto in esecuzione di un concordato, di un accordo, di un piano attestato.

Viene anzitutto previsto che i crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi forma effettuati da banche e intermediari finanziari in esecuzione di un concordato preventivo ovvero di un accordo di ristrutturazione dei debiti sono prededucibili (art. 111 della legge fallimentare) «purche' la prededuzione sia espressamente disposta nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione al concordato preventivo ovvero l'accordo sia omologato».
La prededucibilità è un fase premiante prevista dalla legge fallimentare per quelle spese in senso lato tese o sostenute per favorire la procedura; esse vanno pagate per prime se esiste capienza in quanto sono da ritenersi meritevoli quei soggetti che hanno contribuito a facilitare il cammino della procedura stessa.

Anche i soci possono del pari finanziare l'impresa contando sul recupero delle somme versate in caso di fallimento ma fino a concorrenza dell'80% dell'ammontare del finanziamento soci.

E'stata poi introdotta la possibilità di evitare provvedimenti cautelari contro l'impresa se vi siano due dichiarazioni, una da parte dell'imprenditore l'altra del professionista che assiste la procedura.
La prima riguarda l'esistenza e l'estensione di trattative per giungere ad un accordo di ristruutturazione dei debilti, l'altra la possibilità di soddisfare i creditori con i quali non vi sono trattive in corso o che hanno già manifestato la propria volontà di non partecipare.


graziano@ciarlini.com

sabato 14 agosto 2010

Imprenditori e Marketing

Con qualche sorpresa ho letto i risultati del sondaggio realizzato da Demos & PI per Confindustria presentati in occasione dell’assise di Parma dello scorso 9 aprile.

In tema di strategie già attuate dalle imprese intervistate quasi il 90% aveva investito sulla innovazione di prodotto, l’89% sulla innovazione di processo,  mentre molto meno avevano intrapreso strategie direttamente o indirettamente connesse alle attività di marketing (nuove strategie commerciali 86%, entrata in nuovi mercati esteri 64% , investimenti sul marchio 61%) risultato già di per sè sicuramente insufficiente a sostenere l’attuale crisi dei mercati.

Ma risultati ancora più deludenti si sono registrati nella valutazione del fattore decisivo di successo nei confronti dei concorrenti. Anche in questo caso il prodotto risulta preponderante, con il 45% di consensi registrati nella qualità, nel prezzo 19%, nel contenuto tecnologico avanzato 11% . Se procedessimo alla somma di queste caratteristiche che potremmo attribuire direttamente al prodotto, raggiungeremmo già il 78%. Residualmente troviamo la flessibilità produttiva 7%, il rispetto dei tempi di consegna 5%, la qualificazione del personale 5%, altro 3% ed al penultimo posto, davanti solo ad un 0,6% che non sa rispondere, il marketing con lo sconfortante punteggio del 2%!
Il prodotto, in tutte le componenti del marketing tradizionale è importante, si sa, ma molti altri sono gli ingredienti che possono decretare il successo dell’impresa, specie se valutato in mercati globalizzati o a bassa tecnologia nei quali l’offerta di prodotto è praticamente indistinta.
La differenziazione potrebbe essere individuata nel sistema di comunicazione, nella costruzione di un messaggio coerente ed accattivante, innovativo e virale, nell' utilizzo dei nuovi media, nell'utilizzo di un nuovo linguaggio e delle immagini o delle grafiche e dei colori coerentemente con lo strumento scelto.
Marketing, comunicazione innovativa ma, come detto, anche altro:ad esempio logistica, per garantire forniture puntuali ed in linea con la domanda, nuova cultura industriale, pianificazione e controllo.

graziano@ciarlini.com